CRISI AL MERCATO CADORNA

È ormai crisi per il mercato rionale alla ex Cadorna. Dopo mesi di tira e molla e di risicati incassi, per i quali si riteneva che la causa principale fosse legata alle condizioni meteo avverse della primavera, adesso le ultime settimane hanno registrato un aggravamento della situazione.
L’Anva Confesercenti, raccogliendo l’ennesimo grido di allarme degli ambulanti, chiede la convocazione di un tavolo di confronto con l’assessore al commercio del Comune di Arezzo Alessandro Giustini per risolvere urgentemente la situazione.
Gli ambulanti chiedono di rivalutare alcune proposte su cui in precedenza non c’era stato accordo con l’amministrazione comunale. In particolare ipotizzano il trasferimento del mercato in via Assab e in via Pietro Aretino. Le due strade peraltro sono a ridosso di Piazza Sant’Agostino e quindi il mercato tornerebbe nelle vicinanze della sua storica collocazione riacquistando buona parte dell’abituale clientela. Se questo non fosse possibile gli ambulanti credono che l’unica soluzione sia quella di valutare il mercato rionale nella zona del parcheggio Eden o nel tratto di via Guadagnoli o all’interno del parcheggio.
I rappresentanti degli ambulanti sono disponibili a confrontarsi con l’assessore e se il caso accettare aggiustamenti nelle dimensioni dei posteggi, piuttosto che rimanere alla Cadorna.
“C’è bisogno – dice Silvano Amatucci presidente Anva Confesercenti di Arezzo – prendere atto del fallimento di questa collocazione. Ormai è chiaro che non abbia funzionato. Guardiamo al futuro e lavoriamo per individuare un’area più consona alle esigenze degli operatori. L’intervento deve essere urgente per evitare lo svuotamento del mercato. Molti ambulanti resisteranno al massimo altre due settimane. A metà giugno per poter andare avanti con la loro attività, si rivolgeranno necessariamente ad altre piazze o mercati”.
“Il mercato alla Cadorna – prosegue Amatucci – nonostante le migliori condizioni meteo delle ultime settimane, non funziona. E la prova è che la mattina numerosi posteggi restano vuoti. Il campanello d’allarme è poi confermato dal fatto che i posti vuoti non vengono occupati nemmeno dagli spuntisti. E questo nonostante la situazione economica in generale, dovrebbe rendere appetibile ogni possibilità di lavoro”.

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