FIDUCIA: CONFESERCENTI, SEGNALI POSITIVI, MA LA TRAIETTORIA RESTA INCERTA

FIDUCIA: CONFESERCENTI, SEGNALI POSITIVI, MA LA TRAIETTORIA RESTA INCERTA

La fiducia si consolida. Dalle rilevazioni Istat sulla fiducia di consumatori e imprese a febbraio emergono, nel complesso, segnali positivi, che confermano un progressivo miglioramento del clima. I possibili scenari di incertezza globale rendono però difficile delineare scenari e traiettorie future stabili.

Così Confesercenti.

L’indice di fiducia dei consumatori aumenta di 0,6 punti, registrando il terzo incremento consecutivo. È un segnale che può indicare un progressivo consolidamento di aspettative più favorevoli sull’andamento dell’economia nel suo complesso, mentre rimangono più caute le valutazioni sulla situazione personale. Nel quadro generale, sembra delinearsi una fase ciclica sostenuta dalla crescita dei consumi delle famiglie, alimentata dal buon andamento del mercato del lavoro e dalla prosecuzione del recupero del reddito disponibile.

Il miglioramento si riflette anche nella fiducia delle imprese del commercio: +2,3 punti nella grande distribuzione e +4 punti nei piccoli esercizi, che recuperano la flessione del mese precedente e tornano sui livelli di dicembre. Da segnalare, però, la marcata riduzione dell’indice dei servizi turistici, in calo di quasi 17 punti in un solo mese, con un peggioramento di tutte le componenti.

Resta debole anche il clima nel manifatturiero, che non sembra ancora aver invertito un ciclo discendente prolungato e registra un nuovo peggioramento legato soprattutto ai giudizi sugli ordini. Un elemento che sottolinea un certo pessimismo dovuto ad un contesto internazionale che continua a essere attraversato da forti elementi di incertezza. Pesano le tensioni geopolitiche, con i fronti ancora aperti in Ucraina e in Medio Oriente, e la svolta protezionistica dell’amministrazione statunitense. Inoltre, il questionario Istat – somministrato nei primi 15 giorni del mese – non incorpora ancora il possibile aumento dell’incertezza legato all’entrata in vigore dei nuovi dazi USA entrati in vigore il 24 febbraio dopo che le precedenti tariffe erano state annullate dalla Corte suprema degli Stati Uniti.

Condividi questo articolo su:
x

Continuando la navigazione o chiudendo questa finestra, accetti l'utilizzo dei cookies.

Questo sito o gli strumenti terzi qui utilizzati sfruttano cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.

X
x