17 Settembre 2019
05:08

Scuola: SIL Confesercenti, spesa libri e corredo stabile, allarmismi ingiustificati

Scuola: SIL Confesercenti, spesa libri e corredo stabile, allarmismi ingiustificati

Fondamentale l’assistenza e la competenza del libraio di vicinato

“Riparte l’anno scolastico e ripartono le polemiche. Gli allarmi delle associazioni dei consumatori sono ingiustificati e rischiano di fuorviare rispetto alla realtà. Sul corredo scolastico si segnalano infatti prezzi stabili e una tendenza sempre maggiore da parte dei negozi di vicinato ad approntare offerte e pacchetti promozionali a tutto vantaggio di una scelta conveniente e allo stesso tempo di qualità, evitando acquisti inutili e concentrati in queste settimane”.

Così SIL, Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai di Confesercenti, in una nota.

“Sul fronte libri di testo, come si evince dalla pubblicazione da parte del MIUR dei reali dati di adozione, la stragrande maggioranza degli istituti scolastici rispetta i tetti di spesa. Anche quest’anno si segnalano però casi sempre numerosissimi di errori nelle liste di adozione preparate dalle scuole, loro stesse in grande difficoltà nel districarsi tra l’enorme offerta di edizioni diverse degli stessi titoli che creano grande confusone. Fondamentale in questo senso l’assistenza e la competenza del libraio di vicinato, che conosce perfettamente lo storico delle classi e può guidare ad un acquisto informato e lontano dai rischi di errore”, continua il Sindacato.

“Nel corso dell’iter della nuova legge sul libro e la lettura, la Commissione Cultura e Istruzione della Camera si è molto interessata ai testi scolastici e alla spesa delle famiglie. L’auspicio è quello di aprire presto la discussione sul tema. SIL Confesercenti ha pronte alcune proposte operative che mettono al centro i temi di un ridimensionamento di queste spese e della centralità della distribuzione tradizionale. Ma ogni discussione – conclude SIL Confesercenti – deve comunque partire dalla consapevolezza che le famiglie italiane sono già oggi, in Europa, tra quelle che investono meno sulla voce istruzione”.

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