16 Luglio 2019
16:11

Pil, Confesercenti: “dati migliori delle attese, ma congiuntura è stagnante”

Pil, Confesercenti: “dati migliori delle attese, ma congiuntura è stagnante”

No ad aumento Iva, vanificherebbe recupero

I dati odierni su Pil, occupati e prezzi, sono senza dubbio migliori delle attese: si tratta di primi segnali di speranza e, per la prima volta da un po’ di tempo, sembrano concordi nel delineare un percorso abbastanza univoco. Il quadro generale che ne emerge, infatti, è quello di un primo recupero degli andamenti flettenti osservati nella seconda metà del 2018. Così l’Ufficio economico di Confesercenti commenta i dati Istat sull’andamento dell’economia diffusi oggi.

L’aumento del Pil e dell’occupazione – quest’ultimo particolarmente pronunciato – si accompagnano, inoltre, ad una sostanziale stabilità dell’inflazione confermando come l’economia italiana abbia ampio spazio per una vera e propria accelerazione della crescita. Ma senza vedere per forza il bicchiere mezzo vuoto, restano diversi dubbi sugli scenari futuri: se l’avvitamento recessivo sembra essere scongiurato, non dobbiamo infatti dimenticare che le condizioni congiunturali restano molto deboli. Sia nel confronto europeo (in termini tendenziali, Spagna e Francia hanno registrato un aumento del Pil pari, rispettivamente, a 0,7% e 0,3%, l’insieme dell’area Euro 1,1%, contro il nostro 0,1%,), sia rispetto alle nostre potenzialità di sviluppo. Rispetto a un anno fa, il Pil è aumentato di appena 268 milioni, mentre l’incremento fra il primo trimestre 2018 ed il primo trimestre 2017 fu di quasi 4 miliardi. Le condizioni economiche restano quindi stagnanti e lo stesso aumento dell’occupazione rischia di tradursi, se la situazione non cambierà, in un peggioramento della produttività.

Nel complesso, i dati diffusi oggi danno credibilità al quadro programmatico adottato con il DEF, ma restano molto lontani dalle aspettative che il Governo aveva alimentato con la NADEF. D’altronde, il DEF assume ora un obiettivo di crescita del Pil dello 0,2% per quest’anno e dello 0,8% per il 2020, appena un terzo di quanto si sperasse lo scorso settembre. Resta, sullo sfondo, la prospettiva di un aumento dell’IVA, che rischia di vanificare il debole recupero di attività osservato in questo primo trimestre dell’anno.

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